E TU COSA NE PENSI DELLA GUERRA?

Due anni di carcere nella propria casa, e adesso potrebbe scoppiare la guerra?

Chiara, 13 anni

(A Putin) “È morta già così tanta gente, perché ucciderne altra? A parer mio la Russia è vastissima e non ci sarebbe bisogno di unire anche l’Ucraina. Provi a pensare a tutte le morti di innocenti che causerebbe. Si immagini bambino, mentre muore nel bel mezzo di una guerra senza aver fatto nulla per meritarlo.

Aurora, 13 anni

Egregi presidenti Biden e Putin, questa lettera può essere comparata a una goccia di acqua in un immenso oceano. Ma vorrei provare a convincervi a non fare la guerra. La guerra è un atto egoistico e individualista. Tutti preferiamo la pace ai litigi. Vorremo avere un futuro sicuro e tranquillo, ma voi lo state distruggendo. Non potete rubare i sogni di noi giovani per colpa delle vostre intenzioni.

Beatrice, 14 anni

Ecco alcune testimonianze, da parte di bambini di una scuola media a Roma. Il compito era “Scrivi ciò che vorresti dire a proposito della guerra”.

Dentro ognuno di noi è e sarà sempre presente il bambino/a che una volta eravamo, a conservare le emozioni più profonde che spesso abbiamo paura di esternare poiché “adulti”. Le parole di ragazzini di tenera età ci dicono davvero molto riguardo di questa spiacevole e triste situazione, forse molto di più di ciò che noi grandi abbiamo il coraggio di dire, nascondendoci dietro quella che non sappiamo definire sia finta indifferenza o forse solo paura di mostrarci deboli dinnanzi qualcosa che di questi tempi sembra quasi impossibile. Spesso le verità più semplici, pure e sincere, provengono proprio dai bambini; dunque, chi meglio di loro potrebbe dirci quali sono le preoccupazioni di tutti riguardo questa guerra?

La spaesatezza, in primis, di essersi alzati una mattina e di aver appreso da tutti i media che il primo attacco all’Ucraina era stato sferzato, che ormai la guerra era iniziata. Siamo davvero nel 2022? Siamo davvero nell’era in cui ogni giorno promuoviamo valori positivi, legati tutti alla pace e al rispetto altrui? O siamo forse ritornati al Medioevo che tanto abbiamo sui libri studiato? Dov’è che ci troviamo davvero in questo momento, in quale mondo? Davvero il nostro? O forse uno di quei videogiochi bellicosi che vanno tanto di moda? No, purtroppo è tutto vero, è tutta realtà.

La rabbia, poi. Arrabbiati, esausti e irritati dopo due anni di pandemia per il COVID-19. Destinati a restar chiusi in casa, per tutelare la nostra salute. E ora invece nelle nostre case vorremmo restarci, per la paura che da un momento all’altro la guerra possa avvicinarsi sempre di più a noi. Noi giovani non l’abbiamo mai vissuta sulla nostra pelle, a differenza delle generazioni passate, e ciò che non si conosce fa solo tre volte più paura. Arrabbiati per le immagini che ormai vediamo tutti i giorni, per chi sta subendo sulla propria pelle conseguenze di qualcosa di cui non ha colpa. Il corso della nostra vita è stato bloccato per colpa delle intenzioni dei colossi del mondo, ma nessuno ha chiesto a nessuno cosa ne pensassimo.

Tristezza, infine. L’infinita tristezza per le perdite che il mondo sta contando, ormai talmente numerose che sarebbe fermamente impossibile il conto sulle dita di una mano. Famiglie che si spezzano, uomini costretti a difendere la loro patria senza avere la garanzia di poter ritornare sani e salvi. Sogni rubati ai giovani che devono partire, andrà via, senza conoscere il loro destino, senza più la possibilità di pianificare il futuro che il mondo ha destinato. Sembra essere tutto nero, quando per un solo attimo ci era sembrato che tutto stesse diventando arcobaleno, e invece rieccoci al buio.

Nell’aria sparsi numerosi sogni, che non hanno più una mente in cui vagare, perché i sentimenti di questa imminente guerra ne hanno preso il posto. Viaggeranno, fluttueranno, sperando un giorno di poter ritornare al proprio posto, per essere realizzati in un’era di amore e pace.

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Lucia Bosco
Lucia Bosco
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