CONTRASTI TRA I GOVERNI

I dissidi tra l’Ucraina e la Russia non sono recenti; infatti, i russi non hanno mai dimenticato che l’Ucraina durante la Seconda guerra mondiale si alleò con i tedeschi e partecipò alla persecuzione degli ebrei.
Uno dei personaggi storici più odiati fu Stepan Bandera, un nazionalista ucraino che combatté prima i polacchi e poi i sovietici. Quando l’Ucraina occidentale era polacca, Bandera organizzò un attentato fallito al ministro degli interni polacco nel 1934 e restò in prigione fino al 1939.

Nel 2010 il presidente ucraino ebbe l’idea di proclamare Bandera “Eroe dell’Ucraina”, questo atto fu subito condannato dal Parlamento europeo, dalla Polonia, dalla Russia e da Israele.

Ad oggi, proprio per tale motivo che l’Ucraina viene vista ancora come un paese fascista con forti gruppi nazisti.
Infatti, il premier Zelensky in queste settimane ha cercato più volte di deviare questo discorso, proprio per non causare ulteriori scompigli nella nazione.

Ma cosa è accaduto successivamente? L’Ucraina negli anni ha sempre cercato una sua indipendenza e ciò ha sempre infastidito la Russia, poiché considerava l’Ucraina una “Piccola Russia”.
Infatti, proprio l’anno scorso lo stesso Putin, considerò l’Ucraina e la Russia, un’unica nazione.

Putin ha cercato, molto spesso, negli anni di evitare l’entrata dell’Ucraina nella Nato, questo perché egli stesso aveva timore di un accerchiamento che era già iniziato con l’entrata nella Nato di varie nazioni dell’est.

Ma un ulteriore questione è quella della lingua; infatti, tutti gli ucraini parlano e leggono il russo, mentre, non tutti gli ucraini capiscono bene l’ucraino.
Soprattutto nella parte orientale si è sempre parlato russo.
Ciò ha portato negli anni, a far prevalere sempre di più quello che era il pensiero di Putin, ovvero che l’Ucraina doveva inglobarsi e quindi far parte della Russia.
Quindi i governi ucraini successivi al 2014 spingono verso una sistematica “ucrainizzazione” culturale del paese. Tutto ciò che riguardava la cultura, lo studio, lo svago doveva esser comunicato in ucraino.

Qual è però il punto fondamentale che intimorisce?
Il gas e il fatto che mezza Europa, Italia compresa, dipenda dai russi.
Putin non ha alcun interesse a non venderlo più, ma se l’Europa farà scattare le sanzioni, il nostro continente conoscerà una depressione profonda.
Proprio per questo motivo che la guerra in Ucraina sarebbe una guerra di cui pagheremmo in prima persona le conseguenze.

A conclusione possiamo dire che tutti gli screzi che ci sono stati e che ci sono ancora in queste due nazioni, ricadranno in maniera negativa su di noi, in un modo o nell’altro ci ritroveremo ad affrontare una crisi molto ampia, che avrà strascichi non così brevi.

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Daniela Caputo
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