RIVOLTE IN GEORGIA: IL REGISTRO DEGLI “AGENTI STRANIERI” E IL SOGNO DELL’UNIONE EUROPEA

In Georgia, ex repubblica dell’unione sovietica, si sono sviluppate diverse e violente proteste a causa dell’adozione di una nuova legge, redatta dal governo, che risulta essere finalizzata all’istituzione di un registro degli “agenti stranieri”. La proposta legislativa implica l’iscrizione ad un registro di influenza straniera da parte di una serie di entità giuridiche, come ong o entità mediatiche, che ricevono più del 20% delle loro entrate annuali da una fonte “straniera”. Con la terminologia “fonte straniera” la legge fa riferimento all’aiuto economico offerto da agenzie di governi stranieri, singole individualità che non sono cittadini georgiani, società, associazioni, sindacati di uno stato estero.

La proposta legislativa realizzerebbe tre implicazioni fondamentali: da un lato, legali in quanto consente al governo georgiano di individuare la natura dei finanziamenti ricevuti da queste società e sull’utilizzo del bilancio, inoltre raccogliere informazioni personali sui membri di quest’ultime; dall’altro lato, l’applicazione di tale legge implica la riduzione se non l’annullamento della libertà di stampa e di informazione da parte di quei media indipendenti, considerati “stranieri”, che invece potrebbero avere un grande ruolo nel panorama mediatico georgiano, caratterizzato da testate filo ed anti governative, quindi fortemente polarizzato.

L’attivazione definitiva della proposta di legge implicherebbe anche l’impossibilità di continuare un lungo percorso di riforme, realizzato dal governo georgiano, finalizzato all’ingresso nell’Unione Europea, come viene anche specificato dal rappresentante UE per gli Affari Esteri Josep Borrell.

La presidente Salomé Zourabichvili ha immediatamente cancellato tutti gli incontri previsti negli USA per preparare un appello alla nazione e annunciare che avrebbe apposto il veto presidenziale qualora la legge venisse votata in maniera definitiva. A seguito, ha individuato un chiaro mandante della riforma, pronunciando le seguenti parole: “Questa legge, di cui nessuno aveva bisogno, non nasce dal nulla. È dettata da Mosca.”

Dopo ore estenuanti di proteste e scontri tra polizia e manifestanti del partito di opposizione Girchi, culminate nella notte di mercoledì 8 marzo, il partito in carica “Sogno georgiano” ha dichiarato che avrebbe ritirato la proposta legislativa a causa delle ingenti proteste civili innescate dalla sua introduzione.

Nonostante la dichiarazione, il partito di opposizione ha comunque ribadito che organizzerà nuovi raduni di protesta a causa della scarsa fiducia che i giovani nutrono nei confronti del partito filogovernativo “Sogno georgiano”, sostenendo inoltre che cesseranno la protesta solamente nel momento in cui un percorso politico pro Occidente venga confermato e perseguito.

 

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