COME NASCE UN NUOVO GOVERNO (IN ITALIA)?

Lo scorso 25 settembre il popolo italiano è stato chiamato al voto per il rinnovamento dei due rami del Parlamento della Repubblica. Sono trascorse quasi tre settimane da quel giorno: cosa è accaduto esattamente da allora e cosa ci aspetta nelle prossime ore? Scopriamolo insieme!

Conclusosi lo scrutinio dei voti (abbiamo abbondantemente discusso dei risultati in questo articolo) si è proceduto con la proclamazione degli eletti da parte degli uffici elettorali presso le Corti d’appello. In effetti questa fase non è filata liscissima per via della complessità della legge elettorale utilizzata: il cosiddetto Rosatellum. Ci sono stati diversi errori, riconteggi e riattribuzioni dovuti soprattutto a due aspetti di non banale interpretazione del Rosatellum: il principio di funzionamento delle candidature plurime (uno stesso candidato può presentarsi in più collegi) e la questione dei resti, ovvero la redistribuzione dei voti presi dai partiti che non raggiungono la soglia di sbarramento del 3%.

Il giorno 13 ottobre si è tenuta la prima seduta delle Camere, nel corso della quale sono stati ufficialmente proclamati gli eletti in Parlamento e sono iniziate le operazioni per l’elezione dei due nuovi Presidenti delle Camere. Quelli uscenti sono Roberto Fico (Camera) e Maria Elisabetta Alberti Casellati (Senato).

Tra il 17 e il 18 ottobre dovrebbero aprirsi le cosiddette consultazioni con il Presidente della Repubblica. Sarà compito di Sergio Mattarella confrontarsi con i leader delle diverse coalizioni elette in Parlamento al fine di individuare un potenziale Presidente del Consiglio. Si ricordi, infatti, che secondo la nostra Costituzione è il Presidente della Repubblica a nominare il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di quest’ultimo, i ministri.

Il Presidente del Consiglio incaricato (scontatissimo che si tratti della leader di FdI, Giorgia Meloni) per prassi accetta con riserva e conduce a sua volta delle consultazioni per verificare la fattibilità del Governo.

Se tali consultazioni vanno a buon fine, il premier incaricato scioglie la riserva al Presidente della Repubblica e viene nominato da quest’ultimo presidente del Consiglio. Presumibilmente, Giorgia Meloni dovrebbe sciogliere la riserva non prima di venerdì 21 ottobre, giorno di chiusura di un vertice europeo in cui saremo ancora rappresentati da Mario Draghi.

Poche ore dopo lo scioglimento della riserva è la volta del Giuramento del nuovo Governo con tanto di foto di rito dell’intera squadra.

Segue il primo Consiglio dei ministri (ovvero la prima riunione formale della squadra di Governo) con tanto di nomina del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Da questo momento il Governo è in carica a tutti gli effetti.

L’ultima tappa è il discorso del nuovo premier alle Camere per chiedere la Fiducia, ovvero per verificare concretamente la maggioranza numerica necessaria a governare nei due rami del Parlamento. Incassata la Fiducia, non resta che governare (speriamo bene).

 

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