L’esperimento del semestre filtro è giunto al termine: si sono concluse le due prove scritte, tenutesi il 20 novembre e 10 dicembre nelle diverse università italiane e nella sede dell’Università Tor Vergata di Tirana, vertenti su chimica, biologia e fisica.
Quali sono le considerazioni alla fine del percorso? Di certo non è stato tutto rose e fiori, le materie sono complesse e le domande delle due prove non erano attinenti agli argomenti trattati nei programmi, inoltre i controlli all’interno delle aule non sono stati stringenti come dovevano essere, sono fuoriuscite notizie riguardo ai test prima che questi fossero somministrati e i dispositivi elettronici quali telefoni cellulari ed apple wacht non sono mai stati sequestrati, come le norme di un concorso vorrebbero.
Le ultime notizie, rilasciate in un’intervista dalla stessa ministra dell’università Annamaria Bernini, attestano che tutti gli iscritti al semestre filtro saranno ammessi nella graduatoria finale e in base ai punteggi smistati nelle diverse sedi con la possibilità di recuperare i debiti entro il 28 febbraio, una dinamica che accresce ancora di più l’ansia da prestazione degli studenti e la sensazione di sentirsi sempre perennemente indietro, rischiando di perdere mesi della propria vita, come ha sottolineato lo studente Leonardo Dimola durante la festa di Atreju.
In una società con standard sempre più alti, che causano livelli di stress cronico e malattie mentali, speriamo che un giorno l’università non sia il luogo della competizione malsana e dei privilegi, ma piuttosto una realtà in cui tutti abbiano le stesse possibilità di raggiungere i propri sogni e siano liberi di accettarsi con i propri tempi e le proprie difficoltà.



